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Prodotti tipici Romagnoli

L’Emilia Romagna è una terra giustamente rinomata per la qualità della sua cucina e dei suoi prodotti alimentari: dai celebri tortellini e la mortadella di Bologna, giustamente soprannominata “La Grassa”, fino al prosciutto e al parmigiano di Parma, a vini famosi come l’Albana, il Sangiovese e il Lambrusco. Scopri i prodotti più noti di questa regione di buongustai.

Prosciutto di Parma, Parma:
Indubbiamente il prosciutto di Parma, insieme con il Parmigiano, è uno dei prodotti gastronomici della città più conosciuti.
Secondo la legge italiana questo prosciutto può essere prodotto solo attorno alla zona di Parma.
Lo straordinario aroma di questo prosciutto fu scoperto da un autore nel 100 A.C.
Quattro sono i prodotti necessari per fare il Prosciutto di Parma: maiale, sale, aria (precisamente la fresca, dolce brezza della campagna di Parma) e tempo (almeno 300 giorni). La lista di ciò che è vietato, invece, è molto più lunga: niente spezie, fumo, zucchero, acqua, nitriti, o comunque nulla di ciò che è comunemente utilizzato per fare il prosciutto. In tutto il mondo il prosciutto significa semplicemente prosciutto; anche in Italia non tutti sano che il nome deriva dal verbo “prosciugare”, con un chiaro riferimento al processo di stagionatura. Il Prosciutto di Parma, con il suo colore rosato, la buccia morbida e il delicato aroma speziato, è ritenuto il migliore prosciutto del mondo.
La consistenza del prosciutto è importante quanto il suo sapore: setosa e morbida.
Fin dai tempi di Catone in Censore, II sec. a.C., si tramandano metodi di conservazione delle cosce di suino per arrivare a Marco Terenzio Varrone (I sec. a.C.) che afferma che a Roma si importavano quarti di maiali e prosciutti di produzione della Gallia padana.

Prosciutto di Modena Dop
Sulle sponde del Panaro l’allevamento del maiale, come animale domestico, è cominciato in tempi veramente remoti: la produzione di carne conservata tramite salagione risale all’età del bronzo. Ulteriore impulso si ha con l’avvento dei celti e dei romani

Culatello di Zibitello Dop
Il Culatello non è quasi mai menzionato nelle opere di storici ed eruditi locali mentre è presente nei testi di grida, leggi e disposizioni delle autorità parmensi: il motivo va forse cercato nel pudore dei letterati di fronte al suo nome, ritenuto volgare e inadatto a comparire su pubblicazioni serie.

Mortadella di Bologna Igp
E’ costituita da una miscela di carni di suino ottenute da muscolatura striata appartenente alla carcassa, ridotta a grana fine con il tritacarne, lardelli di grasso suino di gola cubettato, sale, pepe intero e/o in pezzi, insaccata in involucri naturali o sintetici e sottoposta a un prolungato trattamento di cottura in forni ad aria secca.
Uno dei prodotti che spiccano nella tradizione culinaria di “Bologna la Grassa”, come è conosciuta la città di Bologna in tutto il mondo in virtù della sua passione sfrenata per il cibo, è proprio la Mortadella.
L’etimologia di questo nome deriva dal latino ” myrtatum” in riferimento alla preparazione di questo salume che vedeva l’utilizzo della mirride (o finocchiella). Nel Medio Evo nel condimento furono introdotte anche bacche di mirto.
La Mortadella è prodotta in vari formati, tanto più appezzati quanto più grandi.
Oggigiorno gli ingredienti della Mortadella sono: carne macinata finemente mescolata con lardo macinato grosso, conservanti, sale, pepe bianco macinato finemente, pepe nero in grani, semi di coriandolo, spezie miste, pistacchi sgusciati, vino; infine, il tutto viene cotto.

Cotechino di Modena Igp

Cotechino di Modena Le prime notizie della sua esistenza risalgono al 1500, più precisamente al 1511 a Mirandola.
Quando la città venne cinta d’assedio dalle milizie di Papa Giulio II i suoi abitanti, dovendo trovare un modo per conservare la carne di maiale, cominciarono a insaccarlo nella cotenna dando origine al cotechino.
Si diffuse nel 1700.
La prima trasformazione delle botteghe di salumiere in strutture semiindustriali, diede il via alla diffusione del cotechino ed il successo su larga scala arrivò già nel 1800.
Il “Cotechino Modena” e’ costituito da una miscela di carni suine ottenute dalla muscolatura striata, grasso suino, cotenna, sale, pepe intero e/o a pezzi

Zampone di Modena Igp

ZamponeLa produzione artigianale risale al 1500, ma certamente è assai più antica quella per uso personale.
Nasce infatti dall’esigenza di utilizzzare tutte le parti del maiale macellato per il consuma familiare.
Lo “Zampone Modena” e’ costituito da una miscela di carni suine ottenute dalla muscolatura striata, grasso suino, cotenna, sale, pepe intero e/o a pezzi.

Aceto Balsamico, Modena:

L’aceto balsamico risale all’ XI secolo e rappresenta una delle più vecchie tradizioni gastronomiche di Modena, nonché uno dei prodotti artigianali più significativi.
La prima menzione di questo aceto risale al 1046 ed si trova in uno scritto del frate domenicano Donizione, nel quale si narra di un barilotto donato all’imperatore Enrico II di Franconia.
La produzione di questo aceto è realizzata sfruttando il vino Trebbiano o le uve di Lambrusco della provincia di Modena, cotte fino a ottenere un estratto che viene poi fatto invecchiare in barili di legno.
Il processo di invecchiamento può durare da un anno fino ad oltre un secolo.

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